Resistenza alla meditazione

Share:

Ci ho provato per un’interminabile ora, ci ho provato e ci sono riuscito! Il pensiero della quiete e del silenzio non entusiasma nessuno. Non è solo un problema tuo, è il problema della mente umana come tale, perché essere quieti, essere silenziosi, vuol dire essere in uno stato di non mente. La mente non può …

Ci ho provato per un’interminabile ora, ci ho provato e ci sono riuscito!

Il pensiero della quiete e del silenzio non entusiasma nessuno. Non è solo un problema tuo, è il problema della mente umana come tale, perché essere quieti, essere silenziosi, vuol dire essere in uno stato di non mente.

La mente non può essere quieta – ha bisogno di pensare e preoccuparsi in continuazione. La mente funziona come una bicicletta: se continui a pedalare, va avanti; quando smetti di pedalare, cadi. La mente è un veicolo a due ruote, una bicicletta, e il pensiero è il costante pedalare. Se anche a volte diventi un po’ silenzioso, subito ti preoccupi e ti chiedi: “Perché sono silenzioso?”.

Tutto crea pensieri e preoccupazioni, perché la mente esiste solo in un modo, di corsa. O corre dietro a qualcosa o corre via da qualcosa, ma comunque corre. Nel correre, la mente esiste. Nel momento in cui ti fermi, la mente sparisce.

In questo momento sei identificato con la mente, pensi di essere la mente, ed è da questo che nasce la paura. Se sei identificato con la mente è ovvio che, quando la mente si ferma, per te è finita, non esisti più. E tu non conosci altro che la mente.

Ma la realtà è che tu non sei la mente, sei qualcosa che va oltre la mente. Proprio per questo è indispensabile che la mente si fermi; allora, per la prima volta, tu arrivi a comprendere che non sei la mente, visto che continui comunque a esistere. La mente è sparita, ma tu ci sei ancora… e con una gioia, con una luce, con una consapevolezza e un essere più grandi di prima. La mente era una finzione, e tu eri caduto nella trappola.

Devi comprendere il processo di identificazione… come ci s’identifica con qualcosa che non esiste.

La tua mente non è un prodotto della natura. Cerca di mantenere sempre chiara questa distinzione: il cervello è creato dalla natura – il cervello è il meccanismo che appartiene al corpo – ma la mente è stata creata dalla società in cui vivi, dalla religione, dalla chiesa, dall’ideologia seguita dai genitori, dal sistema educativo al cui interno hai fatto il tuo apprendimento, da cose di ogni genere. Ecco perché c’è una mente cristiana e una indù, una mente musulmana e una comunista. I cervelli sono naturali, ma le menti sono un fenomeno creato. Dipende tutto da qual è il gruppo di persone a cui appartieni. Il tuo gruppo è Indù? Allora naturalmente ti comporterai da Indù.

La meditazione è l’unico metodo che ti rende consapevole del fatto che non sei la mente; questo ti dà una straordinaria padronanza di te stesso. Puoi decidere cosa va bene nella tua mente e cosa non va bene, perché sei distante, un osservatore, un testimone. Allora non sei così attaccato alla mente, e proprio quella è la tua paura.

Tu ti sei completamente dimenticato di te stesso; sei diventato la mente. L’identificazione è completa. È per questo che se ti dico: “Sii quieto, silenzioso. Rimani sveglio e consapevole dei tuoi processi di pensiero”, vai fuori di testa, ti spaventi. A te appare come una morte. In un certo senso hai ragione, ma non è la tua morte, è la morte dei tuoi condizionamenti. Raccolti tutti insieme, questi condizionamenti vengono chiamati ‘mente’.

Quando sei in grado di vedere chiaramente questa distinzione – che sei separato dalla mente e che la mente è separata dal cervello – accade immediatamente. Appena spezzi l’identificazione con la mente, vedi subito, in modo simultaneo, che la mente si trova nel mezzo tra il cervello e la consapevolezza.

Il cervello è solo una macchina – puoi usarlo come vuoi. Il problema è la mente, perché sono altri che la creano per te. La mente non è te, non ti appartiene neanche; è presa in prestito.

I preti, i politici, le persone di potere, quelle che hanno interessi costituiti non vogliono che tu sappia di essere al di sopra della mente, al di là della mente. Hanno fatto tutto il possibile per mantenerti identificato con la mente, perché la mente è governata da loro, non da te. Sei stato ingannato in un modo molto sottile; chi gestisce la tua mente si trova al di fuori di te.

Quando la consapevolezza s’identifica con la mente, il cervello non può farci nulla – è una macchina. Ciò che la mente vuole, il cervello fa. Ma, se sei separato, la mente perde il suo potere; in caso contrario, è sovrana. Ed è per questo che hai paura della meditazione.

Io non appartengo ad alcuna religione o ideologia politica o nazione. Non sono ricolmo di tutte quelle sciocchezze chiamate ‘sacre scritture’. Ho semplicemente messo da parte la mente. Uso il cervello in modo diretto, senza condizionamenti e senza mediatori.

Ma la tua è una paura comprensibile. Sei stato educato in base a certi concetti, e forse hai paura di perderli.

Osho

Related Posts

Yoga in Villa – Una serata sotto le stelle

Pratica, natura e condivisione per ritrovare respiro e presenza Mercoledì 18 giugno 2025 Dalle 19.00 alle 20.30 lezione, a seguire apericena Albareto (MO) – indirizzo comunicato su prenotazione C’è qualcosa di unico nello yoga all’aperto. Il respiro si fa più ampio. I sensi si risvegliano. La terra sotto i piedi, il cielo sopra la testa. …

Maggio 27, 2025

Mindfulness e yoga: come la consapevolezza trasforma il tuo cervello

Il temine MINDFULNESS appare sempre più spesso in numerosi articoli, social network e testate di informazione. Forse ne hai sentito parlare, ma potresti non sapere che questo interesse è supportato da solide evidenze scientifiche. Ricerche recenti dimostrano che praticare la consapevolezza del momento presente letteralmente modifica il nostro cervello, e questo ha implicazioni significative per …

Aprile 14, 2025

Yoga e PTSD: una revisione scientifica rivela metodi e risultati promettenti.

Un recente studio ha esaminato l'efficacia dello yoga per il disturbo da stress post-traumatico (PTSD) e la depressione attraverso una revisione sistematica e meta-analisi di studi randomizzati controllati (RCT). La ricerca ha incluso l'analisi di 20 RCT condotti su partecipanti adulti con diagnosi di PTSD confermata tramite strumenti validati. Metodologia Lo studio ha aggregato i …

Aprile 7, 2025

Il potere del respiro: esplorando i tipi di pranayama e i loro benefici

Questo testo accademico esplora gli effetti neurofisiologici delle tecniche di respirazione yogica, note come Pranayama. Attraverso una revisione sistematica della letteratura scientifica recente, analizza come diverse pratiche respiratorie influenzino l’attività cerebrale, le funzioni cognitive e gli stati emotivi. Le evidenze raccolte suggeriscono che il Pranayama possa indurre stati meditativi, ridurre l’ansia e migliorare diverse capacità cognitive, sottolineando la …

Aprile 5, 2025

Quando l’ascolto va oltre

Quando l'ascolto va oltre. In molte culture antiche di tipo sciamanico si credeva che conoscere il suono o il nome segreto di un essere desse potere magico su di lui, una concezione attestata in vari miti più che da evidenze preistoriche. La civiltà greca sviluppò un uso avanzato della musica a scopo di salute: filosofi …

Marzo 31, 2025

Yoga e anatomia: due mondi in equilibrio

La mia passione per l’anatomia e lo yoga, che mi accompagna da diversi anni, ha suscitato in me alcuni quesiti: come si può arrivare a  pensare  e a scrivere, che lo Yoga può far male? perché la pratica dello yoga è arrivata ad essere definita anche pericolosa? e perché spesso lo diventa? Penso che i motivi siano …

Marzo 12, 2025

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *